Intervista di Marco Tosatti per Stilum Curiæ
- 2020 Interviste
- Sep 12, 2020
La destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Salmo 117
Carlo Maria Viganò: La domanda che mi pone, caro Tosatti, richiede una risposta articolata, ma impone anzitutto una seria riflessione e il lucido riconoscimento delle responsabilità di chi ha creato le premesse perché si giungesse alla situazione di oggi.Era il 22 Settembre 2015, il giorno dell’arrivo a Washington di Papa Francesco, in occasione del suo viaggio apostolico negli Stati Uniti. Durante la cena in Nunziatura, alla quale partecipavano alcuni membri del seguito papale, dissi a Papa Francesco: «Credo che nella storia degli Stati Uniti non vi sia mai stata un’Amministrazione con al vertice così tanti cattolici: il Vicepresidente Joe Biden, il Segretario di Stato John Kerry, lo Speaker del Congresso Nancy Pelosi. Tutti e tre si dichiarano ostentatamente cattolici, abortisti, favorevoli al matrimonio fra omosessuali e all’ideologia gender in spregio all’insegnamento della Chiesa. Come si spiega questa contraddizione?» E aggiunsi: «Un gesuita, Padre Robert Frederick Drinan, s.j. del Boston College, coprì l’incarico come Rappresentante dello Stato del Massachussetts alla House of Representatives a Washington per ben dieci anni, dal 1971 al 1981. Father Drinan fu uno dei più strenui assertori e promotori dell’aborto!» Papa Francesco non reagì minimamente, come non reagì quel 23 Giugno 2013 quando, rispondendo ad una sua precisa domanda, gli rivelai chi era realmente il Cardinal McCarrick.Un altro gesuita, Padre Vincent O’Keefe, s.j. (che Bergoglio, come Provinciale della Compagnia di Gesù, non può non aver conosciuto, essendo stato O’Keefe Vicario generale di Padre Arrupe) come Presidente della Fordham University, insieme con l’allora Rettore della Notre Dame University, Padre Theodore M. Hesburgh, organizzarono, nel 1967, due anni dopo la chiusura del Concilio, una riunione di tutti i presidenti delle Università Cattoliche americane degli Stati Uniti a Land O’Lakes nel Wisconsin, durante la quale sottoscrissero un documento, noto come Land O’ Lakes Statement, che dichiarava l’indipendenza dei loro atenei e college cattolici da ogni autorità e da ogni vincolo di fedeltà al Magistero della Chiesa. Questo documento – che denunciai vigorosamente in un mio Rapporto a Bergoglio e ai Dicasteri romani competenti – ebbe conseguenze devastanti per la Chiesa e per la società civile negli Stati Uniti.Non deve stupire, quindi, se la formazione di centinaia di migliaia di giovani cattolici – alcuni dei quali sono poi diventati leader politici – ha determinato questo tradimento del Vangelo, di cui oggi vediamo le disastrose conseguenze. Tra i firmatari di quel documento di ribellione compariva, non a caso, anche Theodore McCarrick, allora presidente della Università Cattolica di Porto Rico.
La Sua analisi non si ferma quindi ad una constatazione del fenomeno attuale, ma rimonta a delle cause remote, dietro le quali vi è una mente che ha pianificato un progetto a lungo termine.
Ciò che voglio enfatizzare è la stretta connessione tra la ribellione del Clero ultraprogressista – Gesuiti in testa – e la formazione delle generazioni di cattolici, plasmati secondo l’ideologia modernista, confluita nel Concilio, il quale servì come premessa non solo per il Sessantotto in ambito politico, ma anche per la rivoluzione dottrinale e morale in ambito ecclesiale. Senza il Vaticano II non avremmo avuto nemmeno la rivoluzione studentesca che mutò radicalmente la vita del mondo occidentale, la visione della famiglia, il ruolo della donna, il concetto stesso di autorità. In breve: la responsabilità di questo tradimento dei politici sedicenti cattolici grava interamente sul clero infedele, secolare e regolare, asservito all’ideologia modernista, e sulla Gerarchia che non ha saputo né voluto intervenire con la dovuta fermezza per impedire questo danno incalcolabile all’intero corpo sociale. In questo senso deep state e deep church hanno evidentemente agito di concerto, con lo scopo di destabilizzare scientificamente tanto l’ordine civile quanto quello ecclesiastico. Oggi abbiamo la possibilità di comprendere la situazione presente ed è ancora una volta compito dell’Autorità fare il possibile per fermare questa corsa verso il baratro: la Santa Sede e la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB) hanno il dovere di richiamare all’obbedienza tanto i chierici ribelli quanto i laici che essi continuano tutt’ora ad ingannare anzi a sostenere pubblicamente.
Lei ritiene che sia necessario un intervento autorevole dei Vescovi, per un richiamo alla coerenza sui principi non negoziabili?
Quando la Congregazione per la Dottrina della Fede emanò istruzioni molto chiare sull’esclusione dei politici cattolici, incoerenti con l’insegnamento della Chiesa, dalla Santa Comunione, fu proprio McCarrick, unitamente all’arcivescovo Wilton Gregory, allora presidente dalla USCCB, ad adoperarsi per impedire che venissero applicate negli Stati Uniti. Corruzione morale e deviazione dottrinale sono intrinsecamente legate, e per sanare efficacemente queste piaghe del corpo ecclesiale è indispensabile agire su entrambi i fronti. Se questo intervento doveroso non avrà luogo, ne risponderanno a Dio i Vescovi e i vertici della Chiesa, per il tradimento al loro compito di pastori.
Come mai vede un rapporto tra il Concilio e la contestazione studentesca?
«L’adesione ad un marxismo anarchico ed utopistico è stata sostenuta in prima linea da tanti cappellani universitari e di associazioni giovanili, i quali vi vedevano lo sbocciare delle speranze cristiane. Il fatto dominante si trova negli avvenimenti del Maggio 1968 in Francia. Sulle barricate v’erano dominicani e gesuiti. L’intercomunione realizzata durante una Messa ecumenica in sostegno alle barricate fu ritenuta una specie di pietra miliare nella storia della salvezza, una sorta di rivelazione che inaugurava una nuova era del cristianesimo».
«Le richieste del movimento del Maggio ‘68 coincidevano in larga misura con le grandi idee del Concilio, in particolare della Costituzione conciliare sulla Chiesa e il mondo. Già il Vaticano II in una certa misura fu la contestazione di un gruppo di vescovi contro la Curia, che tentava di realizzare un concilio istituzionalmente prefabbricato».
«Se c’è qualcosa che salta subito all’occhio per chi studia il Concilio Vaticano II è il cambio in senso liberale del concetto di autorità. Il Papa si spogliò della sua autorità suprema in favore dei vescovi (collegialità); i vescovi si spogliarono della propria autorità in favore dei teologi; i teologi rinunciarono alla propria scienza in favore dell’ascolto dei fedeli. E la voce dei fedeli non è altro che il frutto della propaganda».
«Sono convinto che lo spirito che ispirò la preparazione, celebrazione e implementazione del Concilio Vaticano II sia una grande opportunità per la Chiesa e per il mondo. È il Vangelo offerto agli uomini di oggi. In profondità, il maggio ‘68 è stato un movimento spirituale, perfino mistico, coerente con il sogno del Concilio».
Eccellenza, non crede che questa corrispondenza tra deep state e deep church trovi una conferma anche nei rapporti con la Cina?
La dittatura comunista cinese è corteggiata tanto dal deep state quanto dalla deep church: Joe Biden è asservito agli interessi economici e politici di Pechino tanto quanto Jorge Mario Bergoglio. Poco importa se in Cina vengono sistematicamente violati i diritti umani, se vengono perseguitati i Cattolici fedeli alla Chiesa Cattolica o se una odiosa dittatura massacra milioni di innocenti con la pianificazione dell’aborto di massa: gli interessi dell’agenda globalista prevalgono anche sull’evidenza degli orrori compiuti dalla dittatura cinese.Aggiungo: è significativa l’attività di supporto compiuta dai Gesuiti, sin dall’epoca in cui McCarrick andava in Cina per preparare il famoso accordo che sarebbe poi stato ratificato dal Vaticano sotto il Pontificato di Bergoglio. Un accordo che ha suscitato fortissime perplessità anche nella stampa laica. È di questi giorni un articolo sul Times dal titolo “The Pope is Beijing’s unlikely admirer”, nel quale Dominic Lawson ha denunciato che «sempre più nazioni hanno espresso la loro preoccupazione per le crescenti prove dell’esistenza di campi di concentramento e persino di genocidio nella provincia cinese dello Xinjiang», precisando che «c’è stato silenzio dall’unica entità che ha l’intera umanità sofferente al centro della sua missione. Mi riferisco alla Santa Sede». E aggiunge: «La mancata condanna del genocidio è imperdonabile» . D’altra parte, durante l’Angelus dello scorso 5 Luglio, fece scalpore l’omissione del riferimento ai fatti di Hong Kong da parte di Francesco, dopo averne diffuso il testo alla stampa , per non infastidire Xi Jinping…Questa subalternità del movimento globalista e della Santa Sede alla Cina è allarmante e trova conferme anche negli incontri di padre Spadaro, s.j. e di altri gesuiti con esponenti del Partito Comunista, durante il lockdown, per la diffusione de La Civiltà Cattolica in edizione cinese.
Al di là della situazione attuale, in cui i candidati cattolici del partito democratico non sono evidentemente coerenti con il Magistero della Chiesa, come dovrebbe essere un vero politico cattolico?
Un cattolico, per essere tale, non deve solo essere battezzato, ma deve vivere coerentemente con la Fede che ha ricevuto al sacro Fonte. La Fede si accompagna alle buone opere, come insegna la Sacra Scrittura: senza tradurre in pratica il nostro essere diventati figli di Dio tramite l’incorporazione al Corpo Mistico, le nostre parole sono vuote e la nostra testimonianza è incoerente, anzi di scandalo per i fedeli e per chi non crede. Sbaglia quindi padre James Martin, s.j. a limitarsi all’aspetto meramente burocratico; le sue parole sono confutate da quelle del Salvatore: «Voi siete miei amici se farete quello che Io vi comando» (Gv 15, 14). L’amicizia con Dio – che consiste nello stato di Grazia dell’anima – dipende dalla nostra obbedienza agli ordini di Nostro Signore. Non a suggerimenti o consigli: agli ordini! E ancora: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7, 21).Aggiungo che l’inferno non è riservato ai non cattolici: tra le fiamme eterne ci sono molte anime battezzate, persino di religiosi, di sacerdoti e di vescovi, che hanno meritato la dannazione a causa proprio della loro ribellione alla volontà del Signore. Ci pensino bene, i sedicenti cattolici adulti e i loro precettori, prima di sentire risuonare le parole di Cristo: «Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da Me, voi operatori di iniquità» (Mt 7, 23).Un cattolico che sostiene l’aborto o l’ideologia gender rinnega non solo il Magistero, ma la stessa Legge di natura, che costituisce la base morale comune a tutti i popoli di ogni tempo e di ogni luogo. La gravità dell’incoerenza tra l’appartenenza alla Chiesa e la fedeltà al suo insegnamento risente comunque dell’artificiosa dicotomia tra dottrina e pastorale, insinuatasi a partire dal Vaticano II e giunta alla sua formulazione più evidente con Amoris laetitia. Ma a ben vedere anche la cosiddetta “laicità dello Stato” pone seri problemi, perché riconosce alla società civile il diritto di negare la divina Regalità di Cristo e di rifiutare la Sua Legge, ma allo stesso tempo chiede ai laici di rendere una testimonianza di Fede in cui il primato della Verità cattolica viene abbassato allo stesso livello dell’errore.È comunque evidente che il politico “cattolico” che non traduce in pratica l’integrità della dottrina della Chiesa non può esser votato dai cattolici né tantomeno esser approvato dalla Gerarchia. Il sedicente cattolico Joe Biden, che sostiene l’aborto prenatale, cioè l’infanticidio, che addirittura prima di Obama sostiene l’ideologia gender e celebra le nozze di due uomini, non è cattolico. Punto.
Joe Biden ha scelto come vicepresidente Kamala Harris, che nel suo incarico di magistrato, in California, ha difeso Planned Parenthood, la più grande società mondiale di aborti, quando è stata accusata di commerciare parti di feti abortiti. Che significato ha questa scelta?
La cultura di morte che sta alla base dell’ideologia anticristiana oggi imperante è coerente con se stessa: l’omicidio di creature innocenti è uno dei punti irrinunciabili di chi vuole cancellare non solo la Cristianità, ma l’umanità e la creazione, in cui si mostra l’opera del divino Creatore.Come ho detto più volte, questo processo di dissoluzione è portato avanti su due piani: uno ideologico, da parte di chi deliberatamente vuole il male e intende attuare il proprio piano infernale a tappe forzate; uno economico, da parte di chi asseconda l’ideologia non necessariamente per convinzione, ma per lucro. Così i sacrifici umani che anche durante l’emergenza Covid hanno continuato ad esser celebrati nelle cliniche abortive portano guadagno a Planned Parenthood e a tutta la filiera di morte che commercializza gli organi dei bambini abortiti. Non dimentichiamo che la lobby dell’aborto – al pari del movimento LGBT – è tra i principali finanziatori delle campagne elettorali della sinistra di tutto il mondo. Se aziende orientate ideologicamente a favore della cultura della morte foraggiano lautamente certi partiti politici, non stupisce che i candidati di quei partiti sostengano a loro volta i propri sponsor con leggi che li favoriscono.
Un vescovo americano, mons. Thomas Tobin, ha detto che per la prima volta i Democratici non presentano candidature cattoliche. Padre James Martin, s.j. ha risposto che Biden è stato battezzato come cattolico e dunque lo è. Che cosa ci fa capire questo botta e risposta dello Stato della Chiesa americana?
Ho già detto sopra che per “candidature cattoliche” si intende candidature di politici che non solo si dicono cattolici, ma che sono anche coerenti con la Fede e la Morale insegnate dalla Chiesa. Se l’esser cattolico non avesse alcun impatto concreto, non avrebbe senso votare per un candidato che di fatto non si differenzia dagli altri. Quello di padre Martin, s.j. è un sofisma, perché finge di non vedere il divario esistente tra l’apparire e l’essere cattolici, tra lo sfruttare la “denominazione” per vantaggio elettorale e l’essere realmente testimoni del Vangelo nella vita privata, in quella civile e politica, e nelle istituzioni. Che dire di padre James, s.j.? Battezzato, cresimato, ordinato sacerdote, ha perfino emesso voti solenni di castità e di obbedienza, è s.j… è LGBT. Un altro, uno dei Dodici, Lo tradì. Padre Martin, sempre impeccabile nel suo clergyman, si guardi allo specchio dell’anima, e veda a chi assomiglia!
Come mai, Eccellenza, la Chiesa guarda con tanto interesse all’ideologia dominante, che pure è palesemente anticristiana?
Questo è un problema che ci portiamo dietro da settant’anni. Il Clero cattolico, e in particolare la Gerarchia, soffrono da allora di un senso di inferiorità che li pone al di sotto dei loro interlocutori nel mondo. Si sentono ontologicamente inferiori. Considerano inadeguato l’insegnamento di Cristo, che goffamente cercano di adattare alla mentalità secolare. Temono di apparire sorpassati, non al passo coi tempi, persino in ritardo di secoli, come ebbe a dire un altro illustre gesuita (r.i.p.)…Questo gravissimo complesso è la diretta conseguenza di una drammatica perdita della fede. Il messaggio salvifico di Cristo è inconciliabile con le seduzioni del mondo; è indegno ed illegittimo adulterare il Magistero in modo da compiacere al mondo, abusando di un’autorità sacra che è invece finalizzata alla predicazione a «tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28, 19-20).Finché i vertici della Chiesa si ostineranno a non comportarsi loro per primi coerentemente con il proprio ruolo e con l’insegnamento di Cristo, sarà impossibile chiedere pari coerenza ai laici, che da essi prendono esempio. La conferma ci viene proprio dal fatto che vi siano sedicenti politici “cattolici” che oggi godono dell’appoggio di chierici e Vescovi sedicenti “cattolici” . E che chi, pur non essendo cattolico, difende la vita e la legge di natura, si trovi tacciato di populismo, addirittura paragonato ai dittatori del secolo scorso , e neppure cristiano . O come nel caso di padre James Altman, recentemente accusato dal proprio vescovo di essere «divisivo e motivo di scandalo» .
Quale è il ruolo di Planned Parenthood nella politica americana? È uno strumento di libertà e di affermazione dei diritti, come affermano i “progressisti”, oppure…
Planned Parenthood svolge nella società mondialista il ruolo opposto e speculare a quello che avevano, nelle Nazioni cristiane, le istituzioni caritative e le fondazioni a tutela della vita. Nella società cristiana i bambini venivano accolti con amore e anche nelle situazioni di povertà e di difficoltà essi erano assistiti, cresciuti e educati per diventare buoni cristiani e cittadini onesti, traducendo in pratica la parola del Vangelo. Nella società anticristiana, Planned Parenthood si incarica di uccidere questi innocenti, traducendo in pratica la cultura di morte ispirata da colui che fu «omicida sin dal principio» (Gv 8, 44). Non dimentichiamo che Planned Parenthood insieme alle altre multinazionali dell’aborto sono funzionali al delirio malthusiano della Cupola mondialista che ha in programma una drastica decimazione della popolazione mondiale.
Soros e altri stanno cercando di fare pressioni su Zuckerberg affinché Facebook limiti la presenza e l’attività dei pro-life. Le scelte di Biden e Kamala Harris, e queste manovre di limitazione di chi difende la vita a quale tipo di scenario mondiale conducono?
«Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!»

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